Persona che legge l'etichetta nutrizionale di un prodotto alimentare

Come leggere un’etichetta alimentare senza farsi ingannare dal marketing

  • “Natural”.
  • “Protein”.
  • “Light”.
  • “Zero”.
  • “Fonte di fibre”.
  • “Senza zuccheri aggiunti”.

Le confezioni degli alimenti sono diventate uno spazio di comunicazione sempre più sofisticato. Colori, immagini, parole e claim cercano di raccontarci in pochi secondi perché dovremmo scegliere un prodotto invece di un altro. Ma per capire davvero che cosa stiamo acquistando bisogna girare la confezione. L’etichetta alimentare contiene molte più informazioni di quanto sembri.

E imparare a leggerla è uno degli strumenti più semplici per fare scelte più consapevoli.

Partire dalla denominazione dell’alimento

La prima informazione importante è spesso ignorata. La denominazione ci dice che cosa è realmente il prodotto. Non il nome commerciale. Non lo slogan. La sua natura.

Una confezione può avere un grande nome di fantasia sul fronte, ma è la denominazione prevista dall’etichetta a chiarire che cosa stiamo comprando.

È il primo passo per distinguere comunicazione e informazione.

La lista degli ingredienti

Gli ingredienti vengono generalmente indicati in ordine decrescente di peso. Questo significa che il primo ingrediente è quello presente in quantità maggiore al momento della produzione. È un’informazione estremamente utile.

Se acquistiamo, per esempio, un prodotto presentato come “alle nocciole” e le nocciole compaiono quasi alla fine della lista, sappiamo che non sono uno degli ingredienti principali. Non serve conoscere a memoria ogni additivo.

Spesso basta capire la struttura generale del prodotto.

Una lista corta è sempre migliore?

Non necessariamente. È una delle semplificazioni più diffuse. Un alimento può avere pochi ingredienti ed essere nutrizionalmente poco interessante. Un altro può avere una lista più lunga semplicemente perché contiene diverse spezie, semi, ortaggi o altri componenti. La lunghezza dell’elenco non dovrebbe quindi essere usata come unico criterio.

Conta soprattutto che cosa contiene il prodotto.

Gli allergeni

Nell’Unione Europea gli allergeni devono essere evidenziati chiaramente nella lista degli ingredienti. Glutine, latte, uova, frutta a guscio, soia e altri allergeni principali devono poter essere individuati facilmente. Per chi soffre di allergie o intolleranze questa parte dell’etichetta non è una curiosità.

È un’informazione essenziale.

La tabella nutrizionale

La dichiarazione nutrizionale riporta generalmente i valori per 100 grammi o 100 millilitri. Questo permette di confrontare prodotti diversi utilizzando la stessa unità di misura.

Tra le informazioni principali troviamo:

  • energia;
  • grassi;
  • grassi saturi;
  • carboidrati;
  • zuccheri;
  • proteine;
  • sale.

La tabella è utile soprattutto quando viene interpretata nel contesto del prodotto. Confrontare uno yogurt con una salsa o della frutta secca con dei biscotti ha poco senso. Il confronto funziona meglio tra prodotti appartenenti alla stessa categoria.

“Zuccheri” non significa necessariamente zucchero aggiunto

Questa distinzione è importante. La voce “di cui zuccheri” nella tabella nutrizionale comprende tutti gli zuccheri presenti nel prodotto. Possono essere zuccheri naturalmente presenti negli ingredienti oppure aggiunti durante la produzione. Uno yogurt naturale, per esempio, contiene naturalmente lattosio. La frutta contiene naturalmente zuccheri.

Per capire se sono stati aggiunti zuccheri bisogna quindi guardare anche la lista degli ingredienti.

“Senza zuccheri aggiunti”

Questa dicitura è regolamentata. Non significa che il prodotto non contenga zuccheri. Significa che non sono stati aggiunti monosaccaridi, disaccaridi o altri ingredienti utilizzati per il loro potere dolcificante. Se il prodotto contiene naturalmente zuccheri, l’etichetta deve indicarlo. È un buon esempio del motivo per cui claim e tabella nutrizionale devono essere letti insieme.

“Light” non significa automaticamente leggero

Anche “light” è un claim regolamentato. Non può essere utilizzato semplicemente perché suona bene. Il prodotto deve avere una riduzione significativa di una determinata caratteristica rispetto a un alimento simile e deve essere specificato che cosa lo rende “light”. Ma questo non significa automaticamente che sia la scelta migliore.

Un alimento può essere ridotto in grassi e contenere più zuccheri. Oppure avere meno zucchero e più altri ingredienti.

Ancora una volta, serve guardare il quadro generale.

“Fonte di fibre” e “ricco di proteine”

Anche queste espressioni hanno condizioni precise. Un produttore non può scrivere liberamente “fonte di fibre” o “alto contenuto di proteine”. La normativa europea stabilisce requisiti minimi.

Per esempio, un alimento può essere definito “fonte di fibre” solo se contiene almeno una determinata quantità di fibra, mentre la dicitura “ad alto contenuto di fibre” richiede una quantità superiore.

Lo stesso vale per le proteine. Questo rende i claim nutrizionali utili, ma non significa che descrivano l’intero alimento.

Bio e qualità nutrizionale

Il marchio biologico riguarda il metodo di produzione. Non significa automaticamente che un alimento abbia un profilo nutrizionale migliore. Uno snack biologico può comunque contenere quantità elevate di zuccheri, grassi o sale. Il biologico può rappresentare una scelta legata al tipo di agricoltura, alla gestione delle colture o a preferenze personali. Ma non sostituisce la lettura dell’etichetta.

Il marketing davanti, le informazioni dietro

Una buona regola pratica è questa:

il fronte della confezione racconta il prodotto; il retro lo descrive.

Davanti troviamo:

  • immagini,
  • colori,
  • slogan,
  • claim,
  • benefici percepiti.

Dietro troviamo:

  • ingredienti,
  • allergeni,
  • valori nutrizionali,
  • quantità,
  • origine quando richiesta,
  • modalità di conservazione.

Entrambe le parti sono importanti, ma hanno funzioni diverse.

Attenzione alle immagini

Anche le immagini influenzano enormemente la percezione.

  • Campi verdi.
  • Frutta fresca.
  • Spighe.
  • Foglie.
  • Ingredienti fotografati in primo piano.

Questi elementi possono creare un’immagine di naturalità che non necessariamente descrive la composizione del prodotto. Per questo è sempre utile verificare quanto dell’ingrediente raffigurato sia realmente presente.

“Naturale” è una parola complessa

La parola “naturale” è particolarmente potente dal punto di vista commerciale. Evoca semplicità, salute e autenticità. Ma non dovrebbe essere interpretata automaticamente come sinonimo di “nutrizionalmente migliore”. Un ingrediente può essere naturale e comunque essere utilizzato in quantità poco equilibrate. Allo stesso modo un processo tecnologico non rende automaticamente un alimento negativo.

La qualità di un prodotto dipende dall’insieme.

La porzione può cambiare la percezione

La tabella per 100 grammi permette confronti abbastanza oggettivi. Le informazioni per porzione possono invece essere utili per capire quanto consumiamo realmente. Ma attenzione.

La porzione indicata dal produttore potrebbe essere molto diversa da quella che mangiamo abitualmente.

Un pacchetto apparentemente individuale potrebbe contenere due o più porzioni. Per questo è utile controllare anche il peso complessivo della confezione.

Sale e sodio

Nelle etichette europee troviamo normalmente la quantità di sale. Molti prodotti che non percepiamo come particolarmente salati possono comunque contribuire in modo significativo all’apporto complessivo.

  • Pane.
  • Formaggi.
  • Salse.
  • Prodotti pronti.
  • Snack.

Leggere l’etichetta permette di confrontare prodotti simili e scegliere con maggiore consapevolezza.

Non serve cercare il prodotto perfetto

L’obiettivo di leggere un’etichetta non dovrebbe essere trovare alimenti “perfetti”. Probabilmente non esistono. Serve piuttosto capire che cosa stiamo acquistando. Un alimento può contenere zucchero. Può contenere sale. Può avere una lista di ingredienti più lunga.

La domanda utile è:

come entra questo prodotto nella mia alimentazione complessiva?

Confrontare è spesso più utile che giudicare

Uno dei modi migliori per utilizzare le etichette è confrontare due prodotti simili.

  • Due yogurt.
  • Due pani.
  • Due muesli.
  • Due salse.

Guardando ingredienti e valori nutrizionali possiamo comprendere rapidamente le differenze.

Non serve attribuire un voto assoluto. Possiamo semplicemente scegliere quello più adatto alle nostre esigenze.

La consapevolezza comincia dalla curiosità

Leggere un’etichetta richiede pochi minuti. Dopo un po’ diventa quasi automatico. Si comincia a riconoscere gli ingredienti. A capire le quantità. A distinguere una caratteristica reale da uno slogan. Ed è forse questo il valore maggiore dell’etichettatura alimentare. Non dice necessariamente che cosa dobbiamo comprare. Ci fornisce gli strumenti per decidere da soli.

La scelta consapevole non nasce dalla paura di un ingrediente.

Nasce dalla conoscenza.


Fonti e approfondimenti

Per approfondire le regole europee sull’etichettatura alimentare, la dichiarazione nutrizionale e l’utilizzo di claim come “light”, “senza zuccheri aggiunti”, “fonte di fibre” o “ricco di proteine”, puoi consultare queste fonti ufficiali:

Nota

Le informazioni presenti su NutryBio hanno finalità divulgative e non sostituiscono le indicazioni riportate sulle confezioni dei prodotti né il parere di professionisti qualificati quando necessario.

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